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AMALO Festival Gospel

AMALO Festival con i Gospel Voices Family Live

Mercoledì 31 agosto 2022, si terrà, presso Villa Clementi Malo, l’appuntamento di AMALO Festival – Gospel Voices Family Live – alle ore 21:00. Organizzato dal Comune di Malo.

Voci: Leslie Sackey, Ekua Simons, Banji Tofade, Jennifer Vargas.

Musicisti: Dario dal Molin (pianoforte, hammond e direttore musicale), Francesco Zanin (chitarra), Raffaele Bianco (basso), Paolo Rubboli (batteria).

Provenienti dal mondo della musica spiritual e gospel, in chiave classica e moderna, con brani nei quali la spiritualità travalica la religione ed unisce i linguaggi in un coro travolgente.

Con la loro autenticità e unicità i Gospel Voices Family vi trasporteranno in una suggestiva esperienza che vi farà vivere l’emozione di una vera messa Gospel afroamericana, con un repertorio che spazia dalle antiche “work songs” e “spiritual” del gospel classico, ai canti natalizi fino alle dinamiche contaminazioni derivate dalla musica hip hop del Gospel contemporaneo.  Progetto nato nel 2018 con la direzione artistica del pianista e tastierista italiano Dario Dal Molin assieme ad un gruppo di talentuosi cantanti di origine Afroamericana.

In caso di maltempo l’evento si terrà presso il Cinema Aurora.

Per prenotazioni: https://amalofestival.it/gospel-voices-family-live/

Informazioni di contatto, AMALO Festival:

Comune di Malo
Via San Bernardino, 19 – 36034 Malo – Telefono: 0445 585211

Fonte: Associazione OGD Pedemontana Veneta e Colli

Cenni di storia del Gospel:

Gospel in inglese significa Vangelo. La storia di questo genere è complessa e articolata, e si sviluppa attraverso un paio di secoli di mutamenti sia sociali che culturali.

Ci si riferisce al Gospel per comprendere una serie di generi diversi. Nascono tutti dalla stessa radice afroamericana, Dagli schiavi strappati alle loro terre e costretti a vivere e lavorare in un mondo che era loro ostile.

Persone letteralmente spogliate da ogni diritto di essere umano che riversavano nel canto e nella preghiera a Dio tutto il dolore per le umiliazioni subite. Nello stesso tempo con la speranza che un giorno tutto quel dolore cessasse. Cantavano per darsi il ritmo nelle dure e interminabili giornate di lavoro nei campi, cantavano per poter comunicare con i propri fratelli in un linguaggio in codice per pianificare tentativi di fuga, o adunanze.

 Cantavano per farsi forza e mantenere la loro dignità di esseri umani che gli schiavisti bianchi facevano di tutto per cancellare. Vedevano in Gesù un amico, un alleato, un’entità alla quale aggrapparsi con tutte le loro forze per credere che un giorno, presto o tardi, quella condizione al limite delle possibilità umane sarebbe finalmente cessata, dando loro la tanto sospirata libertà.

 

 

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