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Una mostra sul disastro di Minamata

A PALAZZO TOALDI CAPRA

UNA MOSTRA SUL DISASTRO DI MINAMATA 

Fotografie, appunti e registrazioni che raccontano uno dei disastri ambientali più gravi, quello di Minamata in Giappone.

Questo il focus della mostra “Acqua Passata” a cura di Nicolò Filippi a Palazzo Toaldi Capra dall’11 al 26 giugno.

Sui libri di medicina «Minamata»

è il nome di una malattia, ma è anche il nome di una città vissuta e vivente di persone nell’isola di Kyushu.

Una malattia provocata da intossicazione cronica di mercurio, assunto a lungo attraverso molluschi e crostacei, contaminati da acque inquinate per scarichi acquiferi ricchi di questo metallo.

Da questa “storia” parte la narrazione di Filippi con fotografie che non hanno un valore estetico, bensì sono da leggersi in relazione alle descrizioni a penna, alle voci registrate e agli appunti che le accompagnano; elementi emersi spontaneamente dalle relazioni che l’autore ha cercato con i luoghi e con le persone, di rado pensati a tavolino.

L’inaugurazione è in programma per sabato 11 giugno alle 18 con un aperitivo di benvenuto seguito dalla presentazione dell’autore in dialogo con il giornalista Walter Ronzani.

Guardata dall’alto, «Acqua passata» non mira ad essere un allestimento fine a sé stesso.

Similmente alla matrice di studi antropologici su cui si fonda, desidera ribaltare il punto di vista dello spettatore, rendere visibile l’invisibile e tessere con l’indispensabile aiuto di visitatrici e visitatori nuovi saperi, significati e azioni di cittadinanza attiva.

Nell’ambito della mostra

– progetto promosso e realizzato attraverso il bando Space Invaders di Informagiovani – anche la proiezione del documentario  The devils we know prevista per il 18 giugno alle 20, in collaborazione con PFAS.land, a cui seguirà una discussione sulle contaminazioni ambientali nell’Alto Vicentino.

Non solo: il 26 giugno alle 18, sempre a Palazzo Toaldi Capra, è in programma la visione di alcuni scatti inediti realizzati da Filippi.

«Italia, Giappone. I disastri sociali e ambientali globali apparentemente distanti tra loro nascondono delle somiglianze incredibili.

I privilegi che rendono possibile e ripetibile come direbbe Susan Sontag  la ‘carta geografica delle sofferenze’ sono oggetto centrale di riflessione della mostra e dei suoi eventi annessi e connessi, tra i quali la proiezione del documentario “The Devil We Know” e l’intervento di PFAS.land sulle contaminazioni ambientali in Veneto» spiega l’autore.

La mostra è aperta lunedì, martedì e mercoledì

dalle 19 alle 22 e sabato e domenica  dalle 10 alle 13 e dalle 18 alle 23.

Maggiori info: www.faberbox.it

Fonte www.comune.schio.vi.it

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