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Villaverla: quello che possiamo imparare in Africa

“Quello che possiamo imparare in Africa”: don Dante e il Cuamm in Villa Ghellini.

Il diritto fondamentale alla salute deve essere un bene per tutti, nessuno escluso.
Don Dante Carraro direttore di Medici con l’Africa-Cuamm e il suo libro “Quello che possiamo imparare in Africa. La salute come bene comune” scritto assieme allo scrittore Paolo Di Paolo, sono stati i protagonisti di una splendida serata organizzata dall’Amministrazione comunale di Villaverla, in una cornice altrettanto significativa, quella di Villa Ghellini, illuminata per l’occasione con i colori del tricolore.

Dopo i discorsi del sindaco Ruggero Gonzo, della vicepresidente della Regione Veneto Elisa De Berti e del presidente dei “Ferrovieri con l’Africa” Nicola Samà, si è lasciato spazio ad un dialogo a due voci moderato da Franco Pepe, giornalista de Il giornale di Vicenza, tra don Dante e il dott. Roberto Cola, primario all’ospedale di Schiavonia e cittadino di Villaverla.

Entrambi hanno condiviso con il numeroso pubblico presente le loro esperienze e soprattutto le loro riflessioni su un continente, quello africano, segnato dalla povertà, dalle guerre, dalle malattie ma che nasconde anche molte opportunità, un territorio che, come spiega don Dante con l’entusiasmo straripante che da sempre lo contraddistingue, “vive, cresce, si spende con dignità e fierezza, e da cui possiamo apprendere la dignità, la riconoscenza, una profonda altezza umana”.

L’appello comune è quello di alzare lo sguardo oltre i confini nazionali, di interessarsi a ciò che accade al sud del Mediterraneo, dalle ingiustizie sociali all’assistenza sanitaria. Proprio questa è la missione di Medici con l’Africa Cuamm, ONG italiana nata a Padova e oggi presente in 8 Paesi per curare, formare personale e sviluppare i sistemi sanitari locali. In Paesi come il Sud Sudan, Etiopia, Angola, Uganda, Tanzania, il Cuamm è attivo con oltre 4.000 operatori, di cui 230 italiani (medici, paramedici e tecnici), appoggia 23 ospedali e 127 distretti: “La gente in Africa ci apprezza perché ci siamo, perché ci spendiamo per tutti, si fida di noi in un patto di alleanza”.

Dalla prima esperienza in Mozambico di don Dante nel 1995 sono passati 26 anni, ma da allora non si è più fermato combattendo con tenacia molte battaglie, tra le quali l’ultima e più attuale la lotta contro il Covid con l’obiettivo di sostenere ed organizzare una campagna vaccinale efficiente anche in Africa. Dallo scoppio della pandemia il Cuamm si è subito attivato portando i vaccini in 6 Paesi per immunizzare 5 milioni di persone, ma ancora non è sufficiente: “L’Africa non può rimanere esclusa. Vaccinare è un atto di solidarietà e di sicurezza per tutti. Solo così riusciremo ad interrompere la diffusione del virus”.

“Abbiamo voluto fortemente far conoscere l’attività del Cuamm anche a Villaverla – affermano il sindaco Ruggero Gonzo e il consigliere delegato alla cultura Davide Rodighiero. L’auspicio è che ciascuno di noi, dopo questa incontro, abbia avuto la possibilità di acquisire conoscenze nuove e nuove consapevolezze per guardare e vedere oltre la nostra comunità, oltre le sicurezze della nostra società, come siamo stati drammaticamente costretti a fare dall’inizio della pandemia che, nella sua tragicità, ci ha dato la misura di quanto sia necessario e fondamentale avere un ideale comune e agire in sinergia per trovare cure e soluzioni”.

Quindi, sosteniamo il Cuamm e facciamoci portatori di una solidarietà costruttiva e collaborativa, sinonimo di apertura mentale, volta a garantire un futuro all’Africa e a tutti noi.

Villaverla informa
a cura del Comune di Villaverla

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