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Elio Grolli

Ulisse del pallone: Elio Grolli il più grande

Ulisse del pallone: Elio Grolli il più grande.

Inutile raccontarci che la carta stampata conserva la Storia del nostro territorio, anche la più piccola.
Per questo faccio una considerazione personale: Se con l’oppressione a tutto tondo del mondo fluido ed etereo di internet andasse a sparire la “carta canta”, andrebbero perduti nella nebbia anche molti file della nostra labile Memoria.
E’ per questo che dall’annuario SCHIO NUMERO UNICO del 1989 traggo una sintesi nostalgica di un bellissimo articolo vergato dalla penna di Sergio Marigo e dedicato a uno dei più famosi giocatori scledensi che le nuove generazioni avvezze al clic più non conoscono: Elio Grolli (Schio, 14 maggio 1913 – Malo, 16 maggio 2001) è stato un calciatore nel ruolo di attaccante. Giocò quattro stagioni in Serie A con Bari, Fiorentina e Liguria, oltre che altre numerose stagioni in categorie inferiori con Verona, Vigevanesi e Schio, tra il 1931 e 1945).

“ELIO GROLLI: IL PIU’ GRANDE”.
“Dalla galleria dei più validi e fantasiosi campioni che lo Schio ha avuto nella sua storia ne abbiamo scelto uno: Elio Grolli. (…)
Grolli portava, in ogni squadra dove ha giocato il tocco e la fantasia, portava il contributo dei suoi shot che solo un grande giocatore porta nel suo bagaglio.
Era un giocatore che amava chiedere la palla, che voleva giocare il maggior numero di palloni possibili e li giocava quasi tutti di prima intenzione con tocchi rapidi e smarcanti, dipingendo geometrie con il suo famoso piede sinistro. Era un autentico playmaker offensivo. Non amava i tackles sull’avversario, non amava conquistare palloni, amava invece giocarli con grande altruismo e con eccezionale contributo di fantasia.
Uno dei giocatori, assai rari anche allora, attorno ai quali poteva “girare” tutta la squadra perché il suo correre sul campo, il suo gusto per lo smarcamento erano sempre in atto. Distribuzione del gioco, continuità nell’azione, passi svelti e felpati, un tiro che era come un colpo di fionda: queste le caratteristiche tecniche di Elio Grolli.
E la testa? La usava certamente più per ragionare che per toccare la palla.
Era un giocatore dal grande temperamento e, soprattutto, orgoglioso. Rappresentava, infatti, la figura del giocatore -artista; era ed ha continuato ad essere per anni un elegantissimo Ulisse del pallone in mezzo ai troppi Aiace dell’italica pedata.
Andare allo stadio per ammirare Grolli costituiva ristoro. Il calcio di gala si riassumeva nel suo pedatorio profitto.
Stò esagerando? E allora? Si contano forse a decide gli interpreti e i custodi della fantasia tradotta in azioni di attacco e di contrattacco?
Vorrei chiedere a Elio a quale fonte attingesse per caricarsi di così insoliti estri, a quali esempi si ispirasse. (…)
Di sicuro attingeva da sé stesso e si ispirava, non è escluso, all’immagine di sé medesimo che le offriva lo specchio.
Elio Grolli forse aveva più classe che fantasia, ma soprattutto aveva la giusta frustata del gol, Apparentemente introverso egli covava dentro un fuoco che si placava solo quando il suo tiro scuoteva la rete avversaria. Sicuramente Grolli è stato uno degli ultimi fantasisti in un calcio che ha poi preso a correre freneticamente ma che ha perso molte delle sue vecchie invenzioni. L’ultimo poeta del calcio di allora? Piuttosto un altro campione della lunga galleria di artisti; quei giocatori cioè che più delle classifiche e delle statistiche esaltarono il calcio e lo affidano al ricordo che non muore di una favola bella. Sergio Marigo

Pianeta sport: a cura di Giuseppe (Joe) Bonato

Elio Grolli
Elio Grolli accosciato al centro nella Fiorentina 1938-1939
Elio Grolli al centro con la maglia del Bari
Elio Grolli al centro con la maglia del Bari
La Fiorentina con la Coppa Italia 1939-40
La Fiorentina con la Coppa Italia 1939-40
Elio Grolli nella Fiorentina
Elio Grolli nella Fiorentina

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