Scelti per voi

La tua vetrina online

Gruppo News

Quotidiano online

piloti vicentini

I piloti vicentini più famosi dell’aviazione italiana

Cari amici lettori,

questo mese parliamo di alcuni tra i più famosi piloti vicentini che hanno partecipato alla storia dell’aviazione italiana. La tradizione aviatoria nel vicentino risale alla seconda metà dell’800 con, tra i pionieri, il conte Almerico Da Schio, Nico Piccoli e le loro imprese con i dirigibili per poi passare negli anni successivi ai piloti di aeroplano.
Di seguito i più famosi:

“Ugo Capitanio”
Ugo Capitanio, nacque a Lucera in provincia di Foggia il 23 marzo 1897 e fu volontario di guerra negli Alpini. Nella scuola Aeronautica di Torino si brevetta pilota d’aeroplano e in Albania fa parte poi di una squadriglia aerea di bombardamento riportando cinque encomi solenni e venendo definito “pilota d’imperturbabile calma, entusiasmo e sereno ardimento”.
Ritornato in Italia diventa un valido pilota “cacciatore”.
Il tenente pilota Capitanio si trova a Bergamo, il 23 giugno 1916 con la costituenda 31^ Squadriglia dotata di velivoli Farman e, passato poi alla 70^ Squadriglia Caccia, partecipa al contrasto dell’offensiva austriaca sul Piave del giugno 1918.
Il 19 giugno 1918, dopo una crociera di due ore sul cielo del Piave, si spinge da solo sopra i campi d’aviazione nemici a Motta di Livenza. Scorge un pallone austriaco “draken” e in un attimo lo mitraglia, lo incendia e lo abbatte.
Nonostante l’intenso fuoco avversario si lancia contro un secondo “draken” per distruggerlo, ma viene ferito mortalmente dal tiro di una mitragliatrice postata a terra, riuscendo però a riportare in campo italiano l’apparecchio intatto. Riesce a portare infatti il suo velivolo Hanriot sul campo di Marcon, ma muore il giorno dopo all’ospedale. Decorato di Medaglia d’Argento al valor militare, a lui viene intitolato successivamente nel 1926, l’Aero Club di Vicenza.

Tommaso “Tomaso” Dal Molin
Tommaso (anagraficamente registrato come “Tomaso”) Dal Molin nacque il 13 gennaio 1902 a Molino di Altissimo, in provincia di Vicenza.
Da sempre appassionato di aerei, diventò soldato di leva nel settembre 1921 e successivamente il 23 gennaio 1922 fu chiamato alle armi nel 3° Raggruppamento Aerei da Caccia presso il Deposito Scuola Aviatori di Capua. L’8 aprile dello stesso anno fu trasferito alla scuola di Cascina Costa in Lombardia e successivamente il 3 luglio a Ghedi.
Il 13 ottobre 1922 il caporale Tommaso Dal Molin viene nominato pilota militare conseguendo il brevetto di volo sul caccia monoposto Hanriot HD-1.
Tra gli istruttori di Dal Molin ci fu il conterraneo, Romeo Sartori di Canove di Roana.
Il 26 novembre del 1922 fu in forza nella 80^ Squadriglia a Venaria Reale di Torino e nella primavera del 1923 prossimo al congedo decise di rimanere in aeronautica, promosso poi con il grado di sergente acquisì abilitazioni al pilotaggio di altri velivoli e dimostrando molta abilità anche acrobatica.
Nel febbraio 1926 incontra a Roma un altro suo conterraneo, Arturo Ferrarin, con il quale vola assieme. Il 1 dicembre 1926 Tommaso viene promosso sergente maggiore e si distingue in manifestazioni aeree per la sua bravura specie il 16 giugno 1927 ad Ostia in attesa dell’arrivo dell’S65 del col. Francesco De Pinedo e Carlo Del Prete di ritorno dal trionfale raid delle due Americhe (Brasile, Argentina, e Stati Uniti).
Fu promosso successivamente maresciallo di 3 classe a fine dell’anno e il 16 maggio 1928 iniziò la sua avventura alla Scuola di Velocità a Desenzano sul lago di Garda al comando del Ten. Col. Mario Bernasconi.
L’anno dopo nel settembre del 1929 partecipa alla gara della coppa “Scheinder” a Calshot in Inghilterra aggiudicandosi il 7 settembre il secondo posto.
Ad esso fu insignita la Medaglia d’Argento al valor aeronautico.
Pilota di eccezionale perizia e mirabile ardimento esperimentava difficili apparecchi di alta velocità.
Tommaso Dal Molin perse la vita su un velivolo Idrocorsa Savoia Marchetti S.65 il 18 gennaio 1930, durante un volo di allenamento sulle acque del Lago di Garda, nei pressi di Desenzano.
A lui fu intitolato l’Aeroporto di Vicenza nel 1930 e con l’occasione della cerimonia di inaugurazione del 20 settembre 1930 fu realizzata una lapide alla sua memoria, scoperta alla presenza del ministro dell’aeronautica Italo Balbo.

Romeo Sartori
Nacque il 16 maggio 1897 a Canove di Roana, nel 1916 divenne mitragliere di aeroplano e nel 1917 pilota. Fu pilota da caccia nella Grande Guerra abbattendo tre velivoli nemici e meritandosi la medaglia d’argento al V.M. Al termine della guerra rimase in aeronautica e partecipò a numerose gare. Fu promosso sottotenente e poi, come istruttore di volo ebbe tra i suoi allievi Francesco Agello e Tommaso Dal Molin. Continuò per anni come pilota collaudatore della Macchi e perito il 4 agosto del 1935 mentre collaudava un velivolo nelle acque del Lago di Varese.
Alla sua memoria è stato intitolato l’Aeroporto di Asiago inaugurato il 23 agosto 1936.

Arturo Ferrarin
Arturo Ferrarin nasce a Thiene in provincia di Vicenza il 13 febbraio 1895 da Antonio Ferrarin e Maria Ciscato. La sua famiglia è titolare di una ditta tessile e svolge gli studi a Venezia e poi a Vicenza. Allo scoppio della Prima guerra mondiale viene arruolato come mitragliere nel corpo degli aviatori, prestando servizio a Torino e poi a Verona.
Consegue il brevetto di pilota nel 1916 presso la scuola di volo di Cameri (Novara) dove poi diventa sottotenente pilota e rimane come istruttore. Inviato al fronte, nell’82 squadriglia caccia di stanza a San Pietro in Gù (PD), trasferita poi a Gazzo (PD), si distingue nei combattimenti e gli viene insignita la medaglia d’argento al valor militare. Successivamente nel 1919 prende parte a numerose gare aeree ed esibizioni aviatorie come a Parigi ed Amsterdam. Nel 1920 partecipa al Raid Roma – Tokio partendo il 14 febbraio da Guidonia (Roma) assieme ad un altro aereo con Guido Masiero e arrivando il 30 maggio, l’unico arrivato a destinazione pilotando sempre l’aeroplano.
Partecipa poi alla Coppa Scheider nel 1926 a Norfolk (Virginia, Stati Uniti) e nel 1927 al Lido di Venezia. Nel 1928 con Carlo del Prete effettua il primato di volo in circuito chiuso con un Savoia Marchetti S.64 e sempre nello stesso anno con il medesimo aeroplano compie senza scalo un volo da Montecelio (Roma) a Touros (Brasile).
Per questa impresa sia lui che Del Prete vengono conferiti con medaglia d’oro al Valor Aeronautico. Durante il tour in Brasile, in un incidente aereo, muore Carlo Del Prete e da questo incidente Arturo ne uscirà sconvolto.
Un altro tragico incidente lo vede coinvolto il 14 luglio 1935 con un Savoia Marchetti S. 80 dove perde la vita Eduardo Agnelli; tuttavia, l’inchiesta scagionerà Arturo Ferrarin da ogni responsabilità.
Il 18 luglio 1941, durante un volo di collaudo di un velivolo SAI 7 a Guidonia (Roma), perde la vita in un incidete a soli 46 anni.

Per approfondire la storia di questi piloti ci sono molti libri e documentazione anche a disposizione dell’archivio storico dell’Aero Club Ugo Capitanio di Vicenza che presiedo.

Vi aspetto il prossimo mese con altri piloti o loro velivoli.

Massimo Rossato
Presidente Aero Club “Ugo Capitanio” di Vicenza

Il sogno di volare
pubbliredazionale a cura di Massimo Rossato

piloti vicentini
Alcuni piloti con un A.S. 1 del club anni 30. (Foto archivio Aero Club Vicenza)
Aero club Piloti e meccanici posano davanti ai FIAT AS 1 e ai Ca. 100 (quarto da destra è il rag. Dalle Mole)
Piloti e meccanici posano davanti ai FIAT AS 1 e ai Ca. 100 (quarto da destra è il rag. Dalle Mole)
piloti vicentini aero club
Arturo Ferrarin, Alberto Garrelli e signora accanto alla palazzina del club appena ultimata.(Foto archivio Aero Club Vicenza)
Il PZL 19 del Polacco Giedgowd al terzo giro Aereo d'Europa con tappa a Vicenza. (Foto archivio aero Club Vicenza)
Il PZL 19 del Polacco Giedgowd al terzo giro Aereo d’Europa con tappa a Vicenza. (Foto archivio aero Club Vicenza)

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *