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Pianeta Sport: l’ultimo volo dell’aquila giallorossa

Pianeta sport: l’anima sportiva di un gruppo di tifosi del Catanzaro è riemersa veleggiando tra vecchi ritagli di giornale e le foto del nostro capitano rossonero Luigi Sardei, detto Gino. Nato nella nostra cittadina nel 1937, Gino dopo aver debuttato a 18 anni tra i dilettanti nel Thiene in Promozione, proseguì la sua carriera professionistica negli anni Sessanta col Brescia per proseguire nella Reggiana, Palermo, Bari ed accasandosi poi per sei stagioni a Catanzaro in Serie B. Tornato nei primi anni Settanta a Thiene, egli contribuì alla promozione della squadra rossonera in Serie D. Ebbene, lo spirito sportivo del gruppo di tifosi del  Catanzaro si è manifestato, un anno dopo la dipartita di Gino, avvenuta in agosto 2014, col ritrovamento di una lettera che alcuni sostenitori giallorossi scrissero al calciatore vicentino il giorno dopo la finale di Coppa Italia Catanzaro – Fiorentina del 19 maggio del 1966 disputata allo stadio Olimpico di Roma. L’esito fatale di quella partita per Sardei e compagni giunse al 4° minuto del secondo tempo supplementare con il rigore assegnato alla squadra viola, proprio per un fallo di mano in area di Gino, trasformato fortunosamente da Bertini.  Risultato finale 2 a 1 per la Fiorentina e il sogno della Coppa Italia per le aquile giallorosse che svaniva. Con la pubblicazione di questo commovente scritto, voglio rendere omaggio agli autori della bella missiva e al nostro amico scomparso che ci ha lasciato di lui un buon ricordo. L’ultima pagina della lettera con le firme dei supporter calabresi, purtroppo, è andata perduta. Il sottoscritto, i simpatizzanti del club rossonero assieme ai famigliari di Sardei ringraziano i tifosi calabresi dell’US Catanzaro per avere manifestato a Gino, con moto sincero, l’essenza del proprio spirito sportivo.   

Roma 20 maggio 1966

Caro Sardei,  

siamo un gruppo di tifosi del Catanzaro residenti a Roma in un quartiere popolare (Centocelle). Eravamo all’Olimpico ieri a tifare per voi. Abbiamo deciso di scriverti, essendo stato impossibile avvicinarti ieri e anche per non turbarti ancora. Avremmo voluto dire a te, a Provasi e agli altri: grazie!

Grazie di averci regalato la più bella giornata della nostra vita. Grazie per averci fatto assistere ad una partita indimenticabile. Grazie per averci fatto vedere come si giuoca, oltre che con la testa e con le gambe, anche con l’anima e col cuore.

Anche noi abbiamo creduto di morire in quel momento; ma, credici, neppure per un istante ti abbiamo biasimato e superato il primo istante di sbigottimento, senza nessun accordo preventivo, ci siamo trovati tutti a scandire il tuo nome. Al nostro coro si è aggiunto quello di altri e avremmo voluto gridarti in quel momento che poco ci importava del trofeo (che moralmente avete meritato). Quando in una competizione si giuoca con la passione con cui hai giuocato tu, l’esito della gara perde ogni importanza. Il fallo è stato un eccesso di zelo. Il tuo impeto generoso ha spinto la tua mano a sollevarsi verso il pallone.

Ti stringiamo in un abbraccio ideale con i tuoi compagni; assieme a Gasparini, Maccacaro e Provasi e a tutti gli altri senza distinzione. Il sentimento dell’affetto non ha graduatoria di meriti. 

Ciao Sardei; e non pensarci più! E se un giorno, come ha scritto oggi un giornalista romano; se un giorno racconterai ai tuoi figli le vicende di ieri e il tuo trauma, non dimenticar di dir loro che un gruppo di giovani (e alcuni non più giovani) ha pianto le tue stesse lacrime in quel momento e con te ha vissuto il tuo dramma…“.

A cura di Giuseppe (Joe) Bonato

Pianeta
Catanzaro – Luigi Sardei – Olimpico di Roma, finale coppa Italia contro la Fiorentina
Luigi Sardei - Catanzaro
Luigi Sardei – Catanzaro
sardei-La lettera dei tifosi ritrovata
La lettera dei tifosi ritrovata

 

 

 

 

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