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Il sogno di volare: dai dirigibili agli aerei, la FIAT e il G. 91

FIAT G.91 – 2^ parte

Nell’ambito di un aggiornamento dei velivoli, nel 1963 la Pattuglia Acrobatica Nazionale “Frecce Tricolori” venne equipaggiata, in sostituzione dei precedenti F-86 Sabre, con i FIAT G.91 di pre-serie opportunamente modificati, ovvero alleggeriti privandoli della dotazione bellica e dotati di impianto di generatore di fumi. In questa configurazione acquisirono la designazione ufficiale G.91PAN (Pattuglia Acrobatica Nazionale) e dipinti con la caratteristica livrea azzurra, dotata anteriormente di tre frecce bianco-rosso-verdi ai lati della fusoliera, ereditata dai precedenti aerei Sabre.
Rimasero in servizio fino alla Pattuglia Acrobatica fino al 1982 e per sopperire alle perdite nel corso degli anni vennero aggiunti un G.91R divenuto G.91R PAN e quattro G.91R-1A divenuti G.91R-1A PAN.

Nel 1980 e nel 1985 i G.91R/3 dell’Esquadra 301 “Jaguares” vinsero il trofeo d’argento nel “Tiger Meets”, manifestazione annuale tenuta da reparti aerei delle aeronautiche militari dei paesi membri NATO che si affrontano in prove di abilità con velivoli in dotazione per l’occasione dipinti con livree tigrate.
Nota importante che 10 esemplari del velivolo furono valutati addirittura dall’USAF nei primi anni60.
L’ultimo volo ufficiale di un G.91 FAP venne compiuto il 15 giugno 1993, dopo oltre 75 000 ore di servizio svolto in 27 anni. Le versioni prodotte sono state ben 19, dal monomotore al bimotore, dal velivolo ricognitore al caccia bombardiere.

Alcuni di questi velivoli sono mantenuti tuttora in buone condizioni ma non volanti, presso musei dell’aria come quello dell’Aeronautica Militare a Vigna di Valle (Roma), al parco dell’Aviazione di Rimini, o all’interno di base aeree dove il tipo di velivolo veniva utilizzato o addirittura lo si trova da alcuni privati che lo utilizzano come attrazione statica. Anche nella provincia di Vicenza se ne possono trovare alcuni di questi velivoli, all’ingresso di qualche ristorante o negozio.
Il suo progettista, l’ingegnere Giuseppe Gabrielli, nacque a Caltanissetta il 26 febbraio 1903 e all’età di sette anni si trasferì a Torino dove compì gli studi fino a laurearsi in Ingegneria Industriale Meccanica al Politecnico di Torino il 31 luglio 1925, a soli 22 anni.

Già a fine degli anni20 progetta velivoli per l’aviazione italiana, e la sua fama di progettista di aerei metallici suggerì a Gianni Agnelli di chiamarlo alla FIAT dove Gabrielli entrò nel 1931 affiancandosi all’allora direttore delle costruzioni aeronautiche Rosatelli. Con il consenso di Agnelli poi poté progettare aerei con criteri moderni a cominciare dal G. 2 del 1932 metallico con strutture a guscio e ala completamente a sbalzo.

Nel 1933 si recò negli Stati Uniti a visitare le maggiori industrie aeronautiche e al suo ritorno in Italia iniziò subito a progettare velivoli metallici tra cui il bimotore G. 18 e poi, tra gli altri, il FIAT G. 50 caccia ad elica prodotto in 740 esemplari, all’avanguardia all’epoca.
Progettò successivamente anche il bimotore G. 212 nel 1947 e poi il primo aereo a reazione italiano il G. 80, poi sostituito dalla versione G. 82.

Nel 1982 venne poi nominato Presidente della Fiat Avio proseguendo nel contempo la collaborazione con il Politecnico di Torino come titolare della cattedra di Progettazione di aeromobili: attività accademica che non abbandonò mai.
In totale esso progettò più di un centinaio di velivoli, alcuni dei quali non hanno mai volato, e ne ricordiamo oltre al G. 91 e molti altri, il famoso FIAT G.222 (bimotore biturbo-elica) di cui ne parleremo nel prossimo numero di agosto.
Rimase presidente della FIAT Avio fino alla sua morte il 29 novembre 1987.

Massimo Rossato
Presidente Aero Club Vicenza

Pubbliredazionale a cura di Massimo Rossato

FIAT e il G. 91

FIAT e il G. 91

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