Scelti per voi

La tua vetrina online

Gruppo News

Quotidiano online

davide berto5

“IL BENE” e “IL MALE” negli investimenti delle famiglie italiane

“IL BENE” e “IL MALE” negli investimenti delle famiglie italiane

Il 2020 da poco concluso, ha raccontato cose molto interessanti in merito al modo di investire delle famiglie italiane.

Nel corso dell’anno si è vissuto un’importante diminuzione dei consumi con conseguente aumento, anche per scopi precauzionali, del risparmio riversato e lasciato perlopiù nei conti correnti.

Ammonta a circa 1.700 miliardi di € il Cash degli italiani oggi.

Tutto denaro destinato a perdere valore, tra inflazione e costi bancari, se non impiegato in diversa maniera.

Negli ultimi 10 anni le famiglie italiane hanno sensibilmente diminuito l’investimento in obbligazioni bancarie che, mentre in passato potevano anche dare rendimenti interessanti, oggi non sarebbero in grado di proteggere l’investitore dall’inflazione e non giustificherebbero il rischio specifico corso.

Meno rischio specifico legato ad un singolo emittente è pertanto un BENE.

Al contrario, è nettamente aumentata la presenza nei portafogli degli investitori dei fondi comuni di investimento che permettono senza dubbio di diversificare maggiormente e di evitare in questo modo il rischio emittente tipico delle obbligazioni bancarie (e dei titoli di stato).

Purtroppo, però, il grosso di questa parte di portafoglio investita dagli italiani in fondi è generalmente allocata in strumenti troppo conservativi, obbligazionari o flessibili, in grado di generare scarsi rendimenti a favore degli investitori nel corso del tempo.

Pensa: solamente il 10% degli investimenti delle famiglie italiane è oggi allocato in soluzioni di tipo azionario che, nonostante il rischio, permetterebbero certamente agli investitori di ambire a performance apprezzabili.

L’eccessivo peso dato dalle famiglie agli investimenti troppo conservativi è pertanto un MALE.

E’ invece ancora molto elevata nei portafogli degli italiani la presenza dei famosi Btp, titoli rappresentativi del (sempre più elevato) debito pubblico del nostro paese.

Titoli che, nonostante il progressivo calo dei rendimenti offerti, continuano evidentemente a sedurre in maniera importante le famiglie italiane.

Pensa che oggi un Btp con scadenza 10 anni rende lo 0,70% lordo.

Ha senso investirvi?

Sono gli investitori “fai da te” ad esporre i propri portafogli di investimento al rischio Italia, sia in ambito debito pubblico, sia in ambito titoli azionari quotati nel nostro paese.

E’ sempre importante ricordare che l’Italia vale solo l’1% della finanza mondiale.

Esporre troppo il portafoglio agli investimenti locali è pertanto un grave errore (anche definito home bias), che non consente di esporsi nel modo corretto alla crescita economica del mondo, oggi proveniente soprattutto dalla Cina e dintorni.

Nel corso del 2020 molte persone sono state purtroppo lusingate dalle sirene del trading online, facendosi spesso convincere dalla possibilità (spacciata quasi sempre come certezza) di facili guadagni.

I volumi delle operazioni di trading sono addirittura triplicati nel corso dell’anno, nonostante il 90% circa di chi vi opera finisca poi per perdere sistematicamente soldi.

In un paese in cui la cultura finanziaria si conferma purtroppo ancora piuttosto bassa, è positivo notare come sia aumentato il numero delle persone (+ 200.000) che in corso d’anno hanno abbandonato il “fai da te” per cercare aiuto e risposte nella competenza e professionalità di un Consulente Finanziario.

Se nel 2019, infatti, solo il 30% dei risparmiatori era assistito da un Consulente, nel 2020 la percentuale è salita al 41%.

La maggior parte delle persone è arrivata alla decisione di cercare supporto da un Consulente dopo aver subito un impatto diretto dal Covid-19.

Ricordi a tal proposito “la vera storia della Signora Paola” da me trattata nel numero di Ottobre 2020 di Thiene e Schio News?

La puoi rileggere anche all’interno del mio sito digitando www.davideberto.it/it/news/vera-storia-signora-paola.

Le particolari condizioni di mercato osservate nel corso del 2020 hanno allora sollecitato la ricerca di più evolute competenze finanziarie.

Questo è decisamente un BENE, perché, così facendo, il risparmiatore può meglio comprendere che l’investimento non va visto come una corsa dei 100 metri, ma come una maratona: serve allenamento, serve preparazione, serve una chiara strategia da adottare in partenza e lungo il percorso, serve tempo a disposizione per raggiungere i propri obiettivi di vita.

Ricorda sempre, infatti, che i soldi andrebbero visti come un mezzo che permette di raggiungere uno o più fini.

E parlare della tua vita e dei tuoi obiettivi futuri, ritengo sia molto più importante che parlare dei tuoi soldi.

Concordi con me? Contattami allora per un incontro conoscitivo!

Non vedo l’ora di farti conoscere l’ambito finanziario in una veste nuova, diversa e sicuramente più consapevole.

Davide Berto2

pubbliredazionale a cura di Davide Berto

Gruppo News

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *