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Rugby Alto Vicentino: un modo di vivere e condividere

Rugby Alto Vicentino: un modo di vivere e condividere

Il Rugby Alto Vicentino è una società nata nel 2006, quindi relativamente giovane, ma nel nucleo dei suoi fondatori, portava il DNA delle esperienze precedenti del territorio: dal Titanus Rugby ed i suoi “splendori” della fine degli anni ’80, Summano Rugby, Valdagno Rugby…

Proprio per questo motivo, pur con una sede legale ed un progetto di sviluppo di una struttura sportiva a Schio, il club non ha mai voluto avere una connotazione strettamente legata ad una sola città, bensì a esprimere un’identità allargata all’intera area pedemontana vicentina.

I primi anni sono stati all’insegna del pionierismo e del “nomadismo”, in quanto non avendo uno stadio proprio, si era obbligati a chiedere ospitalità a diverse strutture, non sempre adatte alle esigenze del rugby. Probabilmente molte mamme di atleti del tempo ricorderanno quel periodo per i problemi di otturazione da fango delle loro lavatrici…

Questa fase di peregrinazioni si è conclusa solo a partire da fine 2015, quando finalmente è stata inaugurata la “casa” del RAV, ovvero lo Stadio Nelson Mandela, in via Raffaello a Schio. Si tratta di un impianto di ultima generazione con campo a manto artificiale ma con fondo naturale, illuminazione a neon a basso consumo, pannelli solari per la produzione di acqua calda. Il tutto ha necessitato un investimento di oltre 4 milioni di euro, coperti da fondi europei e da un finanziamento regionale. In realtà oltre al campo è stato necessario completare l’intera struttura, operazione che è durata ancora ulteriori anni, durante i quali ragazzi e staff tecnici si sono industriati ed adattati ad un ambiente che in parte era ancora un cantiere in evoluzione.

Ad oggi la struttura è una delle più moderne del panorama nazionale, è praticamente completata, ciononostante si sta pensando ad ulteriori miglioramenti degli spazi esistenti.

La Società, pur essendo “Sportiva”, non limita i propri obiettivi a tale sfera, ma punta ad un progetto molto più ampio, tanto che nella propria Missione dichiara come motto: “Un modo di vivere e condividere”, dove i principî sono: l‘avvicinamento allo sport di tutte le fasce d’età (bambini/e, ragazzi/e, giovani, gli adulti con una trasmissione di forti valori educativi, attraverso un approccio di accoglienza, condivisione e confronto; il tutto all’interno di un percorso educativo che non è esclusivamente finalizzato al miglioramento delle sole qualità atletiche e tecniche, ma soprattutto alla valorizzazione e allo sviluppo, nel tempo, di un individuo-atleta. La speranza societaria sarebbe di riuscire a creare un movimento continuativo, di ampia dimensione volto all’aggregazione e alla sensibilizzazione della cultura dello sport in generale e dei suoi intrinseci valori educativi, che specificamente nel rugby la società ha sintetizzato come: Spirito di squadra, Coraggio, Divertimento, Autodisciplina, Rispetto reciproco, Lealtà e Altruismo.

Nelle ultime stagioni siamo sempre riusciti a schierare in campo una squadra per ciascun campionato, a partire dalla Under 8, fino arrivare alla Seniores che milita nel Campionato Nazionale di C1. Quindi abbiamo una offerta formativa completa che parte dal Minirugby (U6/U8/U10/U12) e che continua con le Juniores (U14/U16/U18) fino alla Prima Squadra. Il tutto in continua collaborazione con il Comitato Regionale Veneto e la Federazione Nazionale.

Evidentemente il periodo pandemico ha colpito anche il Rugby, in ogni caso il RAV si è fin da subito dotato di un piano anti-Covid, riuscendo così a continuare i propri progetti. Fatto salvo per il periodo del primo lockdown totale, le attività sono sempre continuate, seppur con alcune riduzioni, sia durante l’estate che negli ultimi mesi, principalmente  si è sfruttato il vantaggio di essere uno sport all’aperto e su grandi spazi, due elementi essenziali per assicurare la distanza interpersonale, anche se purtroppo nell’ultimo periodo è stato necessario rinunciare al contatto, che è il principio base del rugby, nel frattempo si è sopperito con tanta fantasia e con la speranza che a breve termine si possa tornare alla normalità.

Schio Sport a cura di Schio Sport Città di Schio

Rugby Alto Vicentino Schio

Rugby Alto Vicentino: un modo di vivere e condividere

Il progetto del rugby a Schio nasce qualche anno fà con una logica territoriale che oggi, più che mai, rappresenta una linea da seguire per molte altre società sportive che, in momenti cosi difficili anche per lo sport, dovrebbero vedere nella logica di fusione e di condivisione di un progetto sportivo più strutturato, quell’obbiettivo che diventerebbe fondamentale per poter ancora crescere e svilupparsi.

Ho appoggiato fin dall’ inizio del mio primo mandato nel 2014 il progetto del RAV e, come Amministrazione, ci siamo impegnati per sbloccare la situazione dello Stadio che si era bloccata dopo il fallimento dell’impresa che avevo vinto il bando di gara sulla costruzione dell’impianto e che vedeva la struttura ancora ferma al palo da qualche anno.

Siamo riusciti a completare l’opera rendendola agibile nel Ottobre 2015, intitolando l’impianto proprio a Nelson Mandela, ex presidente del sud Africa, il primo presidente non bianco di quel Paese e che, per combattere l’aparthied presente da sempre,  organizzò  nel 1995 il mondiale di rugby che poi vinse proprio il sud Africa, facendo giocare per la prima volta giocatori di colore insieme a giocatori  bianchi nella propria nazionale.

Quel momento cambiò la storia del paese ed il rugby rappresenta anche per questo un simbolo dei valori universali dello sport.

Ricordo con molto piacere nel 2015 le serate organizzate in tutto l’altovicentino per far conoscere il rugby, insieme al RAV, e condivise con altri Comuni, ma sono altrettanto convinto che il progetto del Rav sia un progetto che voglia continuare a crescere e portare messaggi importanti a tutto lo sport del territorio, e proprio per questo il mese scorso abbiamo appoggiato l’iniziativa che ha portato alla realizzazione di un murales nelle pareti esterne dello stadio, realizzato da due nostri street artist, che riprendeva l’immagine tributo ad un noto artista inglese dove si rappresentava un uomo a volto coperto intento a lanciare una molotov , a Gerusalemme, che in realtà é un mazzo di fiori in segno di speranza contro la distruzione.

Lo sport come simbolo di resistenza alle difficoltà che stiamo vivendo.

Anche grazie a questi messaggi ed Insieme allo sport, siamo sicuri che usciremo da questo tunnel e lavoreremo insieme più uniti e forti di prima….

Aldo Munarini – Assessore allo Sport Città di Schio

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