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Sindaco di Villaverla Ruggero Gonzo

Villaverla: gli Auguri del Sindaco

Villaverla: gli Auguri del Sindaco

Un altro anno è trascorso e ci troviamo di nuovo in prossimità delle festività natalizie.

Tuttavia, quello che volge ormai alla conclusione non è stato un anno come tutti gli altri e quello che ci aspetta è un Natale profondamente diverso.

Mai avrei pensato nel corso della mia carriera come Amministratore comunale di trovarmi ad affrontare, assieme a tutti Voi, concittadini, assieme a tutti gli Italiani, e in realtà assieme a tutta la popolazione mondiale, una emergenza come quella che ha caratterizzato praticamente tutto il 2020 e che ancora, purtoppo, non sembra aver intenzione di abbandonarci.

Non ci sono parole abbastanza significative per descrivere lo sconcerto e la sensazione di abbattimento che questa pandemia ha ingenerato inevitabilmente in tutti noi, pertanto non vorrei parlare di quanto dura sia stata e sia ancora la situazione per tutti.

Vorrei invece parlare di come non ci siamo lasciati abbattere finora e di come non ci lasceremo abbattenere per il futuro. Pur colpiti così duramente, stiamo andando avanti, stiamo cercando di risollevare la testa e di combattere con tutta la nostra forza di volontà. Ognuno di noi nel proprio ambito e ognuno di noi nel proprio piccolo, perchè ogni minimo contributo è importante, in questo frangente, persino quello all’apparenza più insignificante.

Ecco quindi che la nostra singola responsabilità nell’osservare le regole, come il portare la mascherina, mantenere le distanze e tutte quelle prescrizioni a cui ormai iniziamo ad abituarci, sono la principale forza che possiamo opporre contro questo virus che tanto ci sta rubando e che dobbiamo sconfiggere.

Ci sono state rubate in primis vite umane.

Ma ci sono stati rubati anche gli abbracci, i sorrisi, la socialità, i momenti di condivisione. Ci è stata rubata la fiducia, perchè ormai guardiamo con sospetto anche chi ci sfiora camminando lungo il marciapiede. Ci è stata rubata la scuola, perchè bambini e ragazzi non sanno se domani potranno andarci ancora. Ci è stato rubato il lavoro, perchè non c’è certezza di poterlo conservare, per chi ce l’ha, nè di trovarlo per chi non ce l’ha. Ci è stata rubata la libertà di muoverci, di viaggiare, la libertà anche solo di fare una passeggiata in serenità, con la nostra famiglia, senza preoccupazioni.

Questo virus ci tocca da vicino, tutti, senza esclusione. Nessuno può sentirsi “al sicuro”, purtroppo. A marzo, a febbraio, seppur spaventati, avevamo una sensazione diversa da quella che ci pervade ora: ci sentivamo forse più speranzosi per una veloce risoluzione dell’emergenza, nonostante fossimo meno informati e meno consapevoli.

Comunque vada, ci aspetta un Natale più triste. Non potremo festeggiare come abbiamo sempre fatto, non potremo riunirci fuori dalla Chiesa, dopo la Santa Messa di mezzanotte, per scambiarci gli auguri con un abbraccio e un bacio e per bere insieme una cioccolata calda. Non potremo partecipare al concerto di Natale, non potremo sentire il senso di “comunità” che tanto ci scalda il cuore durante le feste. La speranza è di poter almeno stare  con le nostre famiglie, e neppure questo è così sicuro.

In questo clima di estrema incertezza, l’augurio che voglio fare alla Cittadinanza è questo: pur nella consapevolezza di questa tragedia immane che ci ha colpiti e che ci sta colpendo, non dimentichiamoci di trovare, in fondo al nostro animo, una piccola luce che illumini le festività natalizie, perchè di luce abbiamo estremo bisogno. Non dimentichiamoci di compiere qualche piccolo gesto di generosità verso il prossimo, di mostrarci compassionevoli, di essere vicino a chi ha bisogno, nei limiti del possibile.

L’augurio che voglio fare ai miei concittadini, oltre che a me stesso, è di trovare nel proprio cuore un pizzico di felicità, nonostante tutto.

Vi lascio con le parole del Santo Padre, che nella Sua Lettera Enciclica “Fratelli tutti” ha speso parole toccanti a riguardo dell’impegno come collettività che serve per sconfiggere questa pandemia.

“Una tragedia globale come la pandemia del Covid-19 ha effettivamente suscitato per un certo tempo la consapevolezza di essere una comunità mondiale che naviga sulla stessa barca, dove il male di uno va a danno di tutti. Ci siamo ricordati che nessuno si salva da solo, che ci si può salvare unicamente insieme. Per questo ho detto che «la tempesta smaschera la nostra vulnerabilità e lascia scoperte quelle false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità. Con la tempesta, è caduto il trucco di quegli stereotipi con cui mascheravamo i nostri “ego” sempre preoccupati della propria immagine; ed è rimasta scoperta, ancora una volta, quella (benedetta) appartenenza comune alla quale non possiamo sottrarci: l’appartenenza come fratelli.”

Buon Natale e Buone Feste a tutti.

IL SINDACO

Ruggero Gonzo

 

 

 

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