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Davide Berto

Investire in consapevolezza: il costo del rinvio

IL COSTO DEL RINVIO

Mi capita spesso di spiegare a clienti e potenziali tali, molto anche a giovani, di quanto problematica sia la naturale predisposizione delle persone ad occuparsi del presente, ignorando e tralasciando invece questioni che, in cuor nostro, sappiamo andranno affrontate un giorno, più in là nel tempo.

E’ una palese violazione di quel principio di razionalità che dovrebbe invece guidarci per pianificare ed ottimizzare la nostra situazione finanziaria.

Come si fa allora a disarcionare il testardo risparmiatore dai problemi odierni, spostando il suo focus su quanto inevitabilmente lo riguarderà domani?

In che modo ci possiamo convincere che aspettare e rinviare non è la soluzione, ma invece il più grande dei problemi?

Già, anche perché rimandare e posticipare la scelta costa molto, lo vedremo assieme.

D’altra parte, pianificare, risparmiare e far lavorare quel risparmio nel tempo, ci aiuterà ad affrontare tra le altre cose:

– la scarsità delle future prestazioni pensionistiche pubbliche;

– la necessità di proteggersi da sé, in un Paese dove il Welfare pubblico sta inesorabilmente regredendo in modo progressivo;

– l’importanza di accumulare una somma adeguata per far sì che i nostri figli un giorno possano studiare e formarsi, per entrare in società e conquistare la loro indipendenza finanziaria.

Ma chi soffre di “rimandite” ha bisogno di pungoli più immediati e concreti, capaci di far vacillare la convinzione per cui pianificare subito non sia un’urgenza irrimandabile.

Serve, in altre parole, trovare qualcosa di tangibile, che faccia toccare con mano le conseguenze delle proprie azioni.

E allora, a tal fine, perché non quantificare il costo del rinvio?

Perché non misurare con moneta sonante cosa significa aspettare, quale perdita attende colui che rimanda?

Pensiamo a Luca, un quarantenne in grado di risparmiare mediamente 500 € al mese, 6.000 l’anno.

Ipotizziamo di dare a questo risparmio un orizzonte temporale di lungo periodo, 20 anni, con l’obiettivo di andare un domani ad incrementare con un Fondo Pensione privato la magra pensione pubblica riconosciuta dall’INPS.

Guardando allora agli ultimi 20 anni di storia, possiamo ipotizzare un rendimento medio annuo composto dell’indice azionario mondiale MSCI World pari al 6,2%.

Ma, per essere cauti, stimiamo una performance attesa media annua al 5%.

Al termine del suo viaggio finanziario di 20 anni, Luca avrebbe investito 120.000 € per un montante finale di 198.395.

Questo dovrebbe fare, già di suo, riflettere.

Il gruzzolo finale è decisamente superiore rispetto a quanto accantonato grazie a tre fattori: la forza dei mercati, il tempo, e la capitalizzazione composta.

Nella fattispecie, 78.395 € è il contributo atteso che arriva dalla performance (pari al 39,50% del montante).

Tuttavia, c’è un secondo passaggio ancora più importante.

Abbiamo detto che il risparmio di Luca verrà infilato nel barattolo “pensione”.

E se Luca dovesse iniziare il suo accumulo tra uno o più anni, considerando ovviamente che alla scadenza del piano manca sempre meno tempo, quale sarebbe l’impatto sul risultato alle medesime condizioni di investimento?

Se Luca ritardasse l’avvio di 1 anno, il costo del suo rinvio sarebbe pari a 9.161 € (un montante finale pari a 183.234 a fronte di 114.000 € accantonati).

Se Luca invece ritardasse la sua pianificazione di 2 anni, il costo si alzerebbe a 17.601 € (168.794 a fronte di 108.000 € investiti).

Se aspettasse addirittura 5 anni, con 15 di tempo a disposizione, il montante finale atteso di Luca sarà di 129.471 €, per un costo del rinvio pari ad oltre 38.000 € (un montante finale atteso di 68.924 in meno a fronte di mancati versamenti per 30.000 €).

Questo fa capire quanto sia miracoloso ed esponenziale l’effetto dato dall’interesse composto, la generazione di interessi dagli stessi interessi reinvestiti che accrescono nel tempo il capitale.

In un mondo finanziario caratterizzato oggi da poche certezze, occorre allora ancorarsi al fatto che:

– la forza dei mercati finanziari solleva, aiuta, spinge l’investitore;

– il tempo, quando si investe, è l’alleato più prezioso;

– la capitalizzazione composta, come visto, è pura magia nel lungo periodo.

Questo approccio ha lo straordinario potere di conferire tangibilità a qualcosa che, diversamente, appare ai più estremamente lontano e fumoso.

Non trovi?

Investire richiede tempo, pazienza, metodo e comportamenti corretti.

Seguire un rigido protocollo di investimento è certamente difficile in lunghi periodi, ma la Consulenza fornita da un Professionista del settore permette di dare connotati reali e avvicinabili ai numeri visti, rendendo nel tempo raggiungibili i propri identificati obiettivi personali.

Il ruolo del Consulente sarà allora, a mio avviso, sempre più determinante nell’accompagnare l’investitore nelle sue scelte di investimento.

Non attendere altro tempo per pianificare con cura e attenzione il futuro finanziario tuo e della tua famiglia!

Contattami per una prima Consulenza gratuita.

pubbliredazionale a cura di Davide Berto

davide berto5

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