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Punto interrogativo

Quale vacanza faremo questa estate?

Come andremo in vacanza quest’estate? È la domanda che molti italiani si fanno in questo momento. La fase due è arrivata, e secondo il calendario messo a punto dal governo, si procede a scaglioni, con ripartenza delle attività per tappe.

In un primo momento si è potuto uscire dal proprio Comune, ma non era possibile allontanarsi dalla propria Regione. Ma se la curva dei contagi dovesse scendere ancora, e se l’indice R0, che attualmente è a 0,7, arrivasse allo zero verso, come hanno previsto gli esperti, saranno finalmente consentiti anche gli spostamenti da una Regione all’altra. E allora gli italiani potranno andare al mare e pianificare le ferie, ma con cautela. Anche il turismo, un settore che è andato fortemente in sofferenza in questi ultimi due mesi, potrebbe quindi avere la chance di recuperare qualcosa.

A quanto sembrerebbe, secondo il professor Gianni Rezza (Iss) “Non ci si contagia con l’acqua di mare”. Le sabbia e l’acqua di mare non sarebbero un veicolo di contagio. Secondo il professor Rezza, direttore del reparto malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, nuotare o stare in spiaggia non rappresentano un pericolo: “L’acqua di mare non è assolutamente un problema: la diluizione garantita dal mare risolve il problema. E anche sulle spiagge non si corrono pericoli: pensare che se si mette una mano sulla sabbia e poi la si porti al viso si possa essere contaminati mi sembra fantascientifico”.

La nostra Regione, ci ha comunicato in più occasioni il Governatore Luca Zaia, ha pronto un piano in 18 punti per consentire ai cittadini di andare in spiaggia in sicurezza: servizi igienici presidiati e sanificati, pronto soccorso, cabine spogliatoio, raccolta rifiuti, divieto di stazionamento, posizionamento degli ombrelloni per il distanziamento sociale, prenotazioni on line.

L’unica cosa che, forse il Governatore non ha compreso nel piano, è che i veneti magari in vacanza ci andrebbero anche solo se ne avessero la possibilità economica.

a cura di Valerio Bassotto

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