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Pianeta sport: lettera aperta a Paola Finozzi

Pianeta sport: lettera aperta a Paola Finozzi

Questo tempo di quarantena e quaresima mi ha porta a riordinare lo scaffale di libri e riviste rimasto relegato per anni nell’oblio del tempo. Questo fatto, però, mi fa capire che la ricerca nel web, in internet, non può sostituire tutto ciò che è pubblicato sulla carta stampata che profuma del passato. Libri e riviste ci raccontano ancora a sorpresa piccole o grandi storie, spesso ignote, di un pionieristico trascorso sportivo vicentino che oggi ha raggiunto i vertici europei. Storie che andrebbero perdute. Ecco perché sfogliare le copie vintage dell’annuario di Schio Numero Unico, edito dalla Tipografia Operaia Menin, dà una soddisfazione unica. Un piacere gioioso che prende l’attempato recuperante di memorie, quando ritrova tra le pagine del periodico illustrato, foto, profili di personaggi e vicende sportive locali, spesso sconosciute agli occhi e alle orecchie delle generazioni informatiche. Ecco per esempio che oggi, sfogliando la copia di Schio Numero Unico anno 1985, mi blocco sulle pagine di questo articolo che vado a leggere con occhi lucidi e sorriso leggero sulle labbra: “Lettera aperta a… Paola Finozzi ”. E’ lo scritto di un letterato che si cela dietro lo pseudonimo * Asteriscus; un anonimo scrittore che dedica queste belle righe alla brava cestista del Lanerossi Basket Schio originaria di Marano Vic.no. Tra parentesi, la stagione 1984-85 è la stagione dei cambiamenti: dopo 10 anni termina la sponsorizzazione UFO per lasciare posto alla Lanerossi. Personalmente in questa mia premessa, desidero spiegare che nell’anno di grazia 1978, dopo 5 stagioni di Serie B, la squadra di basket femminile scledense (allora sponsorizzata UFO) approdava in Serie A. Per l’occasione la società sportiva rinforzava la formazione con due ragazze di indubbia capacità tecnica: Paola Finozzi, classe 1962, altezza 1,77 esterna, proveniente dall’AS Vicenza e Annarita Tuzzi, 1958, altezza 1,86 pivot che giungeva da Monfalcone dove militava fin dal settore giovanile. Se qualcuno non ha ancora focalizzato il quadro societario sportivo a cui ci riferiamo, chiarisco che stiamo parlando della genesi dell’attuale e celebrato Famila Basket Schio, sponsorizzato dal Presidente Marcello Cestaro fin dal 1988. Ebbene, concludo questo mia introduzione alla lettera dedicato alla cestista, ricordando che al termine della stagione 1993-94 “la storica capitana arancione Paola Finozzi, lascia la squadra dopo 14 anni di permanenza”. Come dire Gianni Rivera per il Milan o Francesco Totti per la Roma: una bandiera! Una bandiera, però, solo appena accennata con la riga in corsivo appena tratta da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

“Cara Paola,
la stagione cestistica che si va chiudendo ti ha visto come una delle grandi protagoniste, e ciò ha riempito di gioia, certamente, non solo te, ma anche tutti coloro che da anni seguono con passione le vicende del basket scledense. Da molti anni sei una protagonista del parquet, nata e cresciuta, anche dal punto di vista sportivo, in questa nostra terra. Hai avuto momenti di crisi e momenti di gloria, ma è certamente in quest’ultimo campionato che hai saputo emergere, sfoderare la tua classe ed importi all’attenzione degli appassionati e degli esperti. Probabilmente, hai ora raggiunto una completa maturazione, sia dal punto di vista umano, che da quello atletico; anche se, talvolta, il tuo “cuore matto” si fa sentire e ti crea qualche problema. La tua volontà è riuscita a superare anche questo, ed è un altro punto di merito a tuo favore. La tua “esplosione” nel corso di questo campionato ha dato ragione a quanti avevano sempre visto in te grosse possibilità, che dovevano solo attendere la tua maturazione per emergere. Così è stato, e tutti sono stati felici con te. A conclusione di questa tua ascesa, non priva di sacrifici, hai avuto un premio che molte atlete ambiscono, ma che solo poche riescono a raggiungere: la maglia Azzurra della Nazionale. E’ un premio che deve riempirti di gioia e di giusto orgoglio, che giunge a ricompensarti per la volontà e la tenacia con cui ti sei sempre impegnata, anche nei momenti più difficili. Certo, l’inserimento nella Nazionale può significare anche qualche altra rinuncia sul piano umano, ma appaga anche gli sforzi dell’atleta, che ha saputo esprimere il meglio di sé. Vesti, dunque, con orgoglio la maglia Azzurra, e sappi farti onore anche in quella divisa. Quando riprenderanno gli impegni con il nuovo campionato potrai sentirti ancora più forte e determinata, tesa ad un costante miglioramento, capace di entusiasmarti e di entusiasmare, come sai fare tu, per portare in alto i colori del Lanerossi Basket. Sicuramente, ora hai raggiunto una tua dimensione di felicità, come donna e come atleta. L’augurio è che tu possa continuare ad esserlo, anche solo come donna, quando (e tutti sperano sia il più lontano possibile) non lo potrai essere come atleta. Nel frattempo, goditi questa tua meravigliosa stagione, il più possibile, senza nulla sprecare.

Affettuosamente, tuo *Asteriscus”

PS) Paola Finozzi, con Marinella Draghetti e l’americana Joyce Walker, fu una delle grandi protagoniste del campionato 1984-85

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