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Pianeta sport: Cisco e la dura legge del gol

Pianeta sport: Cisco e la dura legge del gol

E’ cominciata nel ritiro di Asiago di luglio, con la prima amichevole contro la squadra dei 7 Comuni 1967 allo stadio “Zotti”, la nuova avventura della formazione Lanerossi Virtus condotta dal nuovo tecnico Di Carlo; quel Mimmo Di Carlo, ex giocatore biancorosso, uno degli artefici per la conquista del prestigioso Trofeo di Coppa Italia 1997 vinto dalla nobile provinciale squadra di Vicenza del Presidente Pieraldo Dalle Carbonare. Il nuovo coach, per riportare il club agli antichi splendori, ha sposato appassionatamente il progetto rivoluzionario di Renzo Rosso, imprenditore che è riuscito a coinvolgere un buon gruppo di industriali votati alla stessa causa. Inutile dire che la scelta dell’allenatore di Cassino, non solo per i tifosi ultras della leggendaria curva sud, è stata accompagnata dall’ovazione generale. Anche perché Mimmo, dal quel poco che capisco di calcio, è un mister molto tosto, come lo era da calciatore del resto. Egli, da quello che ho letto da qualche parte, ha adottato una filosofia di gioco, in chiave moderna, affine a quella dell’indimenticabile Nereo Rocco: primo non prendere gol. Insomma questa è la cosa basilare: impostare una squadra dai piedi buoni su una granitica difesa. Noi, come tifosi simpatizzanti del Paròn del Milan di Rivera e della maglia vicentina non possiamo che esserne felici cercando in ogni momento d’aggrapparci ai bei ricordi nella speranza di riassaporare l’aroma degli antichi campionati riavvolgendo la pellicola della memoria. Ebbene, proprio l’altro giorno stavo con quattro amici al bar, quando mi sono ritrovato fatalmente assorto ad ascoltare, in sottofondo alla radio, quella canzone di Max Pezzali che più di ogni altra mi è rimasta dentro, evocando in me una strana sensazione. Ascoltando il pezzo del cantante che assomiglia vagamente al presidente biancorosso Stefano Rosso, figlio di Renzo, mentalmente andavo sfogliando, in preda ad una sorta di paranoia nostalgica, le pagine degli album d’epoca con le foto di squadre e giocatori, cercando di ricordare quando la R ad asola del Lanerossi stava ai vertici del calcio che conta, nel gota della Serie A. Ed ecco che dalla nebbia diradata all’improvviso, riuscivo a mettere a fuoco la figurina Panini di un Andrea Cisco che rammentavo appena. Un difensore di Costozza cresciuto nelle giovanili del Lanerossi e subentrato nel campionato 1970-71 a Roberto De Petri, il forte terzino ceduto quella stagione al Cagliari del mitico “rombo di tuono”, Gigi Riva, campione d’Italia. Da lì i ricordi si sono susseguiti tra note musicali e piccoli flash sui campionati altalenanti vissuti tra alti e bassi, gioie e dolori fino ad arrivare ai nostri giorni dove i tornei son diventati piatti e avulsi. Ed è così che, inconsciamente, mi sono ritrovato con quattro amici al bar a canticchiare la coinvolgente ballata di Max Pezzali e quei ritornelli sulla dura legge del gol del suo mitico Cisco, quasi a voler invocare la rinascita biancorossa con lo spirito di squadra giusto. Quello spirito immutabile nel tempo e legante fondamentale per il gioco del calcio che sta alla base di ogni grande successo collettivo…

a cura di Giuseppe “Joe” Bonato

Pieraldo Dalla Carbonare
Mimmo Di Carlo
Stefano Rosso

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